Accomodazione Gastrica
Capacità dello stomaco di rilassarsi ed espandersi dopo i pasti per accogliere il cibo. Nella dispepsia funzionale questo meccanismo è alterato, causando pienezza precoce e pressione epigastrica.
Una raccolta dei principali vocaboli utilizzati in questo sito con definizioni brevi e comprensibili
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Capacità dello stomaco di rilassarsi ed espandersi dopo i pasti per accogliere il cibo. Nella dispepsia funzionale questo meccanismo è alterato, causando pienezza precoce e pressione epigastrica.
Sensazione di bruciore o acido avvertita a livello esofageo o gastrico anche in assenza di una reale iperacidità, dovuta a ipersensibilità viscerale.
Condizione in cui stimoli normalmente non dolorosi (sfioramento, pressione lieve, vestiti) vengono percepiti come dolorosi, per effetto di un’alterata elaborazione del dolore.
Modifica del modo in cui l’intestino si contrae e muove il contenuto digestivo, causando diarrea, stipsi o alternanza tra le due, tipica dei disturbi funzionali intestinali.
Modifica del modo in cui l’intestino si contrae e muove il contenuto digestivo, causando diarrea, stipsi o alternanza tra le due, tipica dei disturbi funzionali intestinali.
Processo per cui il sistema nervoso aumenta l’intensità con cui vengono percepiti stimoli sensoriali (tatto, suoni, luci, dolore), rendendoli più fastidiosi o dolorosi del normale.
Forma di ansia che si manifesta prevalentemente attraverso sintomi fisici (intestinali, cardiaci, muscolari), più che tramite preoccupazioni mentali.
Sistema neuroendocrino che si attiva in risposta allo stress, aumentando cortisolo e CRH; se iperattivo può alterare motilità gastrica, acidità e sensibilità dello stomaco.
Sistema di comunicazione bidirezionale tra cervello, sistema nervoso autonomo e apparato gastrointestinale che regola motilità, sensibilità e digestione; quando è alterato può generare sintomi persistenti anche senza lesioni.
Sensazione di calore o bruciore dietro lo sterno tipica del reflusso funzionale, che può comparire anche senza danni alla mucosa esofagea.
Condizione caratterizzata da dolore o fastidio vescicale, urgenza e aumentata frequenza minzionale in assenza di infezioni urinarie attive. Nei quadri funzionali il sintomo è sostenuto da ipersensibilità viscerale vescicale, neuroinfiammazione di basso grado e disregolazione dell’asse cervello–vescica, frequentemente modulata dallo stress psicofisico.
Termine usato per indicare la Sindrome del Colon Irritabile quando i sintomi intestinali sono fortemente influenzati da ansia, stress e iperattivazione del sistema nervoso, in assenza di malattie organiche.
Forma di Colon Irritabile in cui lo stress cronico altera la comunicazione tra cervello e intestino, rendendo l’intestino più sensibile e reattivo anche a stimoli normali.
Espressione comune per descrivere il Colon Irritabile, caratterizzato da spasmi intestinali, dolore addominale, gonfiore e alterazioni dell’alvo, spesso peggiorati dallo stress emotivo.
Condizione in cui il diaframma perde elasticità a causa di stress e respirazione toracica, favorendo tensione gastrica, reflusso e sensazione di costrizione.
Approccio alimentare che privilegia cibi naturali e non processati, ricchi di nutrienti e poveri di sostanze pro-infiammatorie. Può contribuire a ridurre l’infiammazione di basso grado e la sensibilità viscerale.
Regime alimentare che riduce specifici carboidrati fermentabili responsabili di gonfiore e dolore intestinale. È spesso utilizzata nei disturbi funzionali intestinali, in primis nella sindrome del colon irritabile, come supporto sintomatico, soprattutto nelle fasi iniziali.
Alterazione dell’equilibrio del microbiota intestinale con riduzione dei batteri benefici e aumento di specie potenzialmente dannose, che può favorire infiammazione lieve, aumento della permeabilità intestinale e maggiore sensibilità viscerale.
Alterazione del funzionamento del sistema nervoso autonomo che rende difficoltoso il passaggio tra stati di allarme e stati di calma, causando sintomi fisici persistenti e fluttuanti.
Disturbo gastrointestinale cronico caratterizzato da dolore o fastidio epigastrico, pienezza precoce, nausea e bruciore, in assenza di infiammazioni o lesioni organiche.
Categoria di disturbi funzionali (come Colon irritabile e Dispepsia funzionale) in cui non vi sono lesioni organiche, ma una comunicazione alterata tra intestino e cervello.
Forma clinicamente significativa e più grave della sindrome premestruale, caratterizzata da marcata irritabilità, tristezza, rabbia o ansia nei giorni precedenti il ciclo, con impatto su relazioni e lavoro. È riconosciuto nel DSM-5 ed è legato a una particolare sensibilità neurobiologica alle variazioni ormonali.
Forma di dolore che non è sostenuta da un danno tissutale in atto né da una lesione del sistema nervoso, ma da una alterazione dei meccanismi di elaborazione e modulazione del dolore a livello del sistema nervoso centrale. È caratterizzata da ipersensibilità, ridotta soglia del dolore e amplificazione dei segnali nocicettivi, ed è frequente nei disturbi da dolore persistente come emicrania cronica, fibromialgia e altre condizioni funzionali.
Dolore persistente localizzato alla regione pelvica, presente da almeno tre mesi, spesso in assenza di patologie organiche sufficienti a spiegarne l’intensità. È sostenuto da meccanismi di sensibilizzazione centrale, ipertono muscolare del pavimento pelvico e disregolazione del sistema nervoso autonomo. Lo stress cronico e l’ipervigilanza corporea ne favoriscono il mantenimento.
Dolore toracico non cardiaco, spesso intenso e allarmante, che origina da una percezione amplificata degli stimoli esofagei. In assenza di patologie cardiache o esofagee strutturali, è sostenuto da sensibilizzazione viscerale, disregolazione autonomica e anticipazione ansiosa del sintomo.
Termine comune che indica una sensibilità gastrica aumentata legata a stress e ansia; nella maggior parte dei casi non è presente una vera infiammazione della mucosa gastrica.
Sensazione persistente di corpo estraneo o nodo in gola, frequente nei disturbi funzionali da stress, non associata a ostruzioni reali.
Condizione in cui l’intestino percepisce come dolorosi o fastidiosi stimoli normalmente innocui, come gas o movimenti intestinali fisiologici.
Stato di attivazione eccessiva e prolungata del sistema simpatico, associato a tensione, tachicardia, insonnia, disturbi digestivi e sensazione di allarme costante.
Attenzione eccessiva e costante verso le sensazioni corporee interne (pancia, gonfiore, crampi), che aumenta ansia e percezione dei sintomi, mantenendo lo stato di allarme
Ridotta attivazione del sistema parasimpatico, che limita la capacità di recupero, rilassamento e digestione, favorendo stanchezza e sintomi corporei persistenti.
Piccole risalite di contenuto gastrico normalmente presenti anche nelle persone sane, che nei soggetti sensibili vengono percepite come fastidiose o dolorose.
Insieme di trilioni di microrganismi che vivono nell’intestino e partecipano a digestione, immunità, regolazione dell’infiammazione e comunicazione con il cervello.
Sensazione di nausea legata a stress e ansia, senza cause organiche o infettive, frequente nei disturbi digestivi funzionali.
Sensazione di tensione o chiusura alla “bocca dello stomaco”, tipica del mal di stomaco da stress e della dispepsia funzionale, spesso associata a ansia e tensione diaframmatica.
Sensazione di bruciore retrosternale o esofageo che si manifesta in assenza di reflusso acido patologico o lesioni strutturali. È dovuta a ipersensibilità esofagea e amplificazione centrale del segnale sensoriale, frequentemente associata a stress cronico e iperattivazione simpatica.
Forma di reflusso in cui i sintomi dipendono principalmente da alterazioni neurofisiologiche e psicosomatiche, con mucosa esofagea spesso integra o poco danneggiata, in cui la percezione del bruciore è amplificata dall’ipersensibilità viscerale e dallo stato di allarme del sistema nervoso.
Tecnica di respirazione lenta e profonda che coinvolge il diaframma, favorendo l’attivazione del sistema nervoso parasimpatico. Aiuta a ridurre lo stato di allarme, migliorare la digestione e diminuire la percezione dei sintomi fisici legati allo stress.
Processo per cui il sistema nervoso centrale diventa iper-reattivo e amplifica i segnali di dolore e fastidio provenienti dal corpo, mantenendo i sintomi nel tempo anche in assenza di danni reali ai tessuti.
Condizione in cui il sistema nervoso centrale diventa iper-reattivo, amplificando dolore e sensazioni corporee anche in assenza di danni ai tessuti.
Disturbo funzionale intestinale cronico caratterizzato da dolore addominale ricorrente, gonfiore e alterazioni dell’alvo, senza lesioni organiche evidenziabili agli esami diagnostici.
Forma intensa di sindrome premestruale caratterizzata da sintomi fisici (gonfiore, tensione mammaria, cefalea) e psicologici (irritabilità, ansia, labilità emotiva) che interferiscono significativamente con la qualità di vita nei giorni precedenti il ciclo. È legata alla sensibilità individuale e alle fluttuazioni ormonali.
Contrazione persistente del diaframma legata allo stress, che favorisce respirazione superficiale e aumenta la sensazione di pressione o blocco allo stomaco.
Disturbo funzionale caratterizzato da contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico che rende dolorosa o impossibile la penetrazione vaginale. Non è una malformazione anatomica ma una risposta difensiva appresa e mantenuta da iperattivazione del sistema nervoso.
forma di dolore vulvare cronico localizzato al vestibolo vulvare (da almeno 3 mesi) non spiegato da altre patologie, caratterizzato da dolore evocato, spontaneo o misto, spesso descritto come bruciore e correlato a ipersensibilità delle terminazioni nervose e sensibilizzazione del sistema nervoso.
Dolore vulvare cronico, presente da almeno 3 mesi, in assenza di infezioni o patologie evidenti. Si manifesta come bruciore, punture o dolore al contatto ed è sostenuta da meccanismi di sensibilizzazione nervosa e tensione del pavimento pelvico.
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